Riflessione
... Ti alzi al mattino, ti fai il caffè, accendi il computer e controlli cosa sia successo di interessante al mondo nel corso della notte. E in calce a ogni avvenimento, sotto al racconto dell'ennesima strage o carestia, sotto al riassunto dell'ultima impresa di qualche politico ritardato, sotto alla relazione di come qualcuno si è ingrandito le tette oppure il pene trovi il magico invito: "Scrivi un commento...". Sembra trattarsi di una sorta di Padre nostro contemporaneo, di invocazione mattutina: "Eccomi! Mi sentite? Ho le mie opinioni, lemie idee! Non sono un contadinotto arretrato e partecipo alla vita del mondo, ho la mia opinione al riguardo!"
...La libertà alla quale ci obbligano, la celebrata libertà di scelta, è in sostanza solo un'ulteriore schiavitù. Devi avere un parere proprio, devi essere o progressista o reazionario, devi essere di destra o di sinistra, devi scegliere tra l'omofobia e l'omofilia, devi essere a favore oppure contro. Ma si tratta di una scelta falsa e morta. Non ha nulla a che fare con la vita.
A volte ho l'impressione che possere un'opinione sia la trovata esistenziale di impotenti, di torbidi buoni a nulla, che debbono initerrottamente eosprimere un proprio parere perchè la realtà li terrorizza e li sovrasta. Riescono a esistere solamente nel mondo delle proprie opinioni, e non nel mondo composto da colori, odori, forme ed epserienze. ....
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TRATTO DA "SCHIAVI DI UNA OPINIONE" DI ANDREZEJ STASIUK PUBBLICATO SU L'ESPRESSO 12/11/2009
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